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martedì 17 marzo 2015

USA: Numero cantieri aperti per nuove costruzioni in crollo

FK ci riporta una chart che sembra dei Tylers di Zero Hedge


Il numero di cantieri aperti a febbraio 2015 è collassato di un valore mai visto dal 2007

mercoledì 4 dicembre 2013

Bassi: In Italia ormai rendimenti negativi sull'immobiliare



(lungo preambolo da leggere su Il Grande Bluff. cliccare l'iperlink blu del titolo) 

... Merita comunque dare un'occhiata all'analisi (a babbo morto) di Confedilizia:

Affitto: conviene ancora? Le imposte erodono fino al 70% del canone. 

I proprietari di casa incassano 12 mensilità dalle proprie abitazioni in affitto, ma quanto resta nelle loro tasche? soltanto tre mesi. 

E’ l’effetto finale di una doppia causa: da una parte la crisi ha notevolmente diminuito il prezzo d’affitto delle abitazioni che rischiavano altrimenti di rimanere sfitte; e dall’altra parte l’aumento delle imposte dovute dai proprietari di casa, primo tra tutti l’Imu che, sulle tasche dei proprietari, pesa il doppio rispetto alla vecchia Ici. 

E così, affittare la casa con un regolare contratto, significa pagarne il 50 o il 70% di tasse

E’ per questo motivo che Confedilizia e non solo, accusa lo Stato di istigare i cittadini all’illegalità: "Spesso è lo Stato che non riesce a incoraggiare la legalità“. ...... 

Al momento però, una cosa sembra essere certa: il saldo dell’Imu sulle case affittate sarà pagato con le aliquote decise dai Comuni, spesso allineate al livello massimo dell’1,06%. 

E secondo i calcoli di vari enti le imposte sulle proprietà nel 2013 raggiungeranno un livello record. In sostanza, il Fisco si tiene una bella percentuale dell’affitto, compresa tra il 54 e il 72,5% del canone. E non solo. Le imposte si calcolano e si pagano non sul canone incassato dal proprietario di casa, ma sul canone pattuito. Nel caso in cui l’inquilino smetta di pagare o non sia puntuale con il pagamento dell’affitto, il proprietario di casa sarà costretto a pagare delle imposte calcolate su un guadagno teorico, ma non effettivo. 

Per comprendere come sia cambiata la situazione negli ultimi due anni, al tempo dell’Ici lo Stato e il comune chiedeva ai proprietari di casa una percentuale sull’affitto compresa tra il 35% e il 49%. ....

Confedilizia commenta la situazione tramite il suo presidente Corrado Sforza Fogliani, che sottolinea come il proprietario di casa possa essere costretto a pagare le imposte di tasca propria: “Il proprietario va in perdita. E ancora: se un inquilino se ne va e ne subentra un altro, le cose peggiorano ulteriormente. C’è da fare un nuovo contratto e si aggiungono altri costi”. ...... 

accusa il Governo per aver ripristinato la sanzione, per gli immobile attualmente non locati: “Avevamo chiesto di non ripristinare la tassazione (abolita nel 2011 e respinta solo 3 mesi fa) degli immobili non locati anche contro la volontà del proprietario. È un’ignominia non degna di un paese civile. ..........

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Commenti di Funny King e Beato trader:
FunnyKing ha detto... 
 
Ciao Beato, sai cosa penso? Il 2014 sarà l'anno del Panic Selling sull'immobilaire italico. E questo farà detonare il sistema, a partire dalle banche.
Per un pò i mercati scendono poi, a queste condizioni criminali non possono che crollare.
Stefano Bassi ha detto... 
 
caro FK potrebbe essere
ma difficile a dirsi perchè italioti su casa sono de coccio
e ci sarà panici selling solo se non vranno nemmeno più i soldi per il pane...
Italioti piuttosto mangiano insalata e lenticchie ma casa non la mollano...
Dunque io vedo più un bottom invece di un panic selling
mi spiego meglio: adesso hai una situazione strana...nella stessa via a due passi di distanza hai chi vende a 2000 euro al mq e chi a 3000...stesso tipo immobile
il primo ha bisogno di soldi ed il secondo no e mette i classici prezzi del cazzo fuori mercato che infatti hanno congelato le transazioni ben di più rispetto alla caduta prezzi
Diciamo che il tipo 1 sta crescendo come venditore (prima era minoritario)
mentre il pollo italiota che strapaga una casetta a prezzi fuori mercato è sempre più raro....
per il resto chi vivrà vedrà.... 

io dico che l'indovina BT ... vedremo 

sabato 8 settembre 2012

FK (set 12) - L'ANCE sbrocca e dice che non c'è nessun crollo dei prezzi


7 settembre 2012 Di FunnyKing

Oddio cosa mi è toccato leggere questa mattina,  sfoglio Google Reader e l’occhio mi cade su una notizia da Economiaweb.it, si tratta del “rilancio” di una news che appare sul portale dell’ANCE, l'Associazione Nazionale Costruttori Edili.

Dai leggiamola (che pena)

Negli ultimi cinque anni in Italia le compravendite immobiliari residenziali sono crollate (-31,2%) ma i prezzi sono rimasti sostanzialmente stabili: è quanto sottolinea l’Ance in uno studio nel quale si sottolinea che nel nostro Paese «non c’é nessun rischio di bolla immobiliare». I PREZZI NON SCENDERANNO, GRAZIE ALLA CRESCITA DELLE FAMIGLIE.

I prezzi, secondo l’associazione dei costruttori, non dovrebbero scendere così come è accaduto in altri Paesi perché la crescita della popolazione e soprattutto dei nuclei familiari «sostiene una domanda potenziale che ha impedito che i prezzi delle abitazioni scendessero in misura significativa». L’Ance sottolinea che nel primo trimestre 2012 le compravendite residenziali sono diminuite del 19,6% su base annua, a fronte di una flessione dei prezzi sensibilmente più contenuta. La tenuta dei prezzi degli immobili secondo i costruttori rappresenta un fenomeno nuovo poiché dopo i picchi raggiunti negli ultimi 40 anni (1975, 1981, 1992) si era invece registrato un marcato aggiustamento sul fronte dei prezzi. FABBISOGNO POTENZIALE DI 596MILA ABITAZIONI.

Tra il 2004 e il 2010, sottolinea lo studio, i nuclei familiari sono aumentati di 328mila unità all’anno mentre nello stesso periodo le nuove abitazioni messe in cantiere sono state in media 243mila l’anno. «Dal confronto tra abitazioni messe in cantiere e nuove famiglie risulta un indicatore di fabbisogno potenziale complessivo di circa 596mila abitazioni». FAMIGLIE ITALIANE POCO INDEBITATE. L’Ance ricorda che il livello di indebitamento delle famiglie italiane risulta essere uno dei più bassi a livello mondiale, ma hanno dovuto fare fronte a un forte aumento del costo dei mutui (e alla difficoltà di ottenerne uno). Infine l’Ance ricorda che solo il 27,1% degli scambi complessivi riguarda case di nuova costruzione, mentre quasi tre quarti del totale delle transazioni riguarda le abitazioni già in uso. Sono queste, dice l’associazione, a influenzare significativamente il prezzo di mercato. CONFINDUSTRIA HA IPOTIZZATO UN CALO DEI PREZZI. Per i costruttori «evocare scenari di bolle immobiliari nel contesto nazionale italiano, quindi, può determinare processi che si autorealizzano, provocando effetti devastanti non solo nel settore immobiliare, ma nell’intero sistema economico. Infatti, considerato che la ricchezza delle famiglie è costituita per oltre due terzi da attività reali, e di queste l’80% è la quota di abitazioni, la stabilità delle quotazioni immobiliari permette alle famiglie di mantenerne intatto il valore svolgendo, anche, una funzione di sostegno ai consumi». Nei giorni scorsi il Centro studi di Confindustria aveva definito i prezzi delle case ancora troppo alti e aveva ipotizzato una discesa prolungata nei prossimi mesi.

Giuro l’ho dovuta rileggere e poi pizzicarmi per sapere di essere già sveglio. Infine ho verificato la fonte e SI, questa “roba” appare davvero sul portale ANCE.

Sintetizzo, per l’ANCE:

1) I prezzi degli immobili stanno “tenendo”

2) C’è un fabbisogno potenziale di 596mila nuove case.

3) Le famiglie sono poco indebitate

4) Confindustria  ha evocato scenari autorealizanti (ma non vi viene da ridere?) quando recentemente ha ipotizzato un calo ulteriore dei prezzi intorno al 7% nominale.

Ecco lo scenario autorealizzante di Rischio Calcolato:

1) I prezzi si stanno schiantando, basta provare ad andare dal venditore con i soldi cash, belli pronti e puf, come per magia giù le braghe. Provare per credere (qualcuno di noi l’ha fatto per diletto…. è un’esperienza catartica)

2) C’è un tale fabbisogno di immobili che le agenzie immobiliari stanno scoppiando di proproste di vendita, le città sono piene di cantieri fermi e di case nuove che stanno li a marcire.

3) Le famiglie sono poco indebitate….. questa battuta i “palazzinari nostrani” se la potevano evitare. Di grazia, mi chiedo, QUALE FAMIGLIA è poco indebitata, quella di Nonno Gigi e Nonna Maria forse, e i loro due nipotini? Avete presente i due sposini che la casa non la hanno? Si proprio loro quelli precari, senza accesso al credito. Cavoli si! E’ vero sono poco indebitati, anzi per nulla, ma si da il caso che i prezzi attuali degli immobili , nonostante i recenti cali sono ancora anni luce troppo cari per permettere al LORO reddito di sostenere il mutuo necessario.

4) Confindustria è stata ottimista, siamo solo all’inizio dello schianto. Un -30% è lo scenario di Rischio Calcolato, ovviamente autoavverante.

Sul perchè è FOLLE detenere un immobile in italia rimando a questo BEST POST di Rischio Calcolato.

Leggersi anche i commenti su RC. Tipo questo di Ricki:

"Cari lettori di RC, sono sia un piccolo costruttore che un mediatore creditizio, inoltre mia moglie collabora con un'agenzia immobiliare della zona. La mia esperienza personale, abbastanza completa come si evince dalla premessa, mi ha fatto scoprire e capire quanto segue:

I palazzinari vanno divisi non tra grandi e piccoli, ma tra liquidi e illiquidi (solo i secondi, con calma, portano avanti i cantieri)

Tutti, piccoli e grandi, hanno problemi a vendere sotto determinate cifre a causa dell'agenzia delle entrate che usa come "valore corretto", le stime del 2008, in più, se per caso la vendi a meno del valore di realizzo, quindi in perdita, l'avviso di accertamento è praticamente automatico (polli ad aver costruito spendendo troppo).

I privati che hanno urgenza di vendere hanno, una buona parte, una caratteristica comune: mutui con valori residui superiori all'effetivo valore attuale dell'immobile, per cui sono nell'impossibilità di vendere l'immobile al di sotto di certe cifre (avete presente i vecchi mutui al 100 o 120% del valore di perizia?!?)

Tutte le ragioni sopracitate determinano prezzi, sulla carta, ancora molto alti, dando credito ai comunicati ANCE (ma cosa si saranno fumati, un pò di malta fina?)

Morale della favola, entro fine anno, secondo il mio modestissimo parere, il crollo sarà verticale facendo un botto che neanche Little Boy. Chi ha problemi di liquidità, e chi trova un pazzo che ancora vuole comprarsi casa, venda e alla svelta.

Questo è ciò che penso, determinato da ciò che vedo ogni giorno"

O come questo, del fondatore di scenaripolitici:

"fra qualche anno i 370-380 diventano 250 forse meno se la crisi rimane brutta brutta. il mattone raramente dovrebbe superare i 2000 €/mq perchè costruirlo costa 1000-1500. il resto è fatto per ingrassare le banche che ti danno i mutui (manco i proprietari che tanto poi li devono ricadere prima o poi)."